domenica 31 luglio 2011

SOPRAVVISSUTI/ Spade ficcate in fronte, chiodi nel cranio, forbici in pancia e tutti gli altri reduci "improbabili"


Neanche fosse un cartone animato, dove è impossibile morire o farsi male sul serio; un ragazzino cinese, Zhang Bin, sta scherzando a casa sua con tre amici. Uno di loro ha portato con sé una spada. Ad un certo punto, in un modo che Zhang non ricorda e non riesce a spiegarsi, si ritrova con la spada piantata nel cranio, sulla fronte. A 5 centimetri di profondità. I medici dell’ospedale locale si rendono conto che non riescono a curarlo – perché, evidentemente, era sopravvissuto – e si decide di portalo presso un ospedale della provincia di Changsha. C’è un grosso inconveniente:il 15enne deve sopportare in quelle condizioni 4 ore di automobile. I dolori sono fortissimi, e perde molto sangue. Tuttavia, giunge al centro in tempo. E, dopo un’operazione di 4 ore, i medici estraggono l’arma. La lama, fortunatamente, non aveva toccato alcun nervo importante né le arterie del cranio. E il ragazzo sembra che si rimetterà completamente. Un caso  eclatante, miracoloso, e improbabile. Ma non così eccezionale come si sarebbe portati a pensare. Di casi di cronaca del genere, infatti, ce ne sono eccome, rispetto ad alcuni, quello del giovane cinese, appare quasi come banale routine.
LA FRECCIA NEL CRANIO - Nel ’92 Arthur Ekvalla rischiò di essere ucciso dal compagno di stanza, in un modo decisamente originale. Si svegliò con un fortissimo dolore alla testa, e vide l’amico che stava ricaricando un arco. Riuscì, nonostante il dolore, a strapparglielo e metterlo in fuga. Lo stava ricaricando, perché una freccia l’aveva già scoccata. Si trovava nella testa di Arthur, che riuscì ad arrivare all’ospedale aiutato dalla polizia, con l’arma che gli trapassava la testa – entrata dalla base del collo e uscita dalla testa – ma che non aveva intaccato zone vitali.
12 CHIODI FICCATI IN TESTA - Un uomo, in Oregon, nel 2005, si era recato in ospedale con un forte mal di testa. I medici scoprirono che aveva conficcati in testa ben 12 chiodi. Scoprirono che fu lui stesso a spararseli. Aveva tentato il suicidio sotto l’effetto di anfetamine. A parte i dolori, era tutto sommato in buone condizioni. Le radiografie rivelarono qualcosa di sconvolgete: i pezzi di ferro erano infilati per 5 centimetri, 2 si trovavano sotto l’orecchio destro, 6 tra l’occhio e l’orecchio destro, e 4 nella zona di sinistra della testa. L’uomo è stato successivamente ricoverato nel reparto psichiatrico.
VIVE PER 64 ANNI CON UN PROIETTILE IN TESTA - Jin Guangying, una donna cinese dello Shuyang, nella provincia di Jiangsu, ha vissuto per 64 anni con un proiettile in testa. Nel ’43, mentre stava portando dei viveri al padre guerrigliero, fu colpita da un proiettile di rimbalzo. Perse conoscenza, e per 3 mesi venne curata con erbe medicinali. Allora aveva 13 anni, e per la parte rimanente della sua vita rimosse l’episodio. Fino a quanto, ormai 77enne, nel 2007, non venne ricoverata in ospedale per i dolori alla testa, così forti da impedirgli di uscire. I familiari temettero il peggio, un tumore. “Per fortuna”, si trattava solo di un proiettile in testa.
UNA LAMA DI 13 NEL CRANIO – Un atto eroico che avrebbe potuto costargli la vita. Un ragazzo di 15 anni, nel 2008, in Inghilterra, era intervenuto, con due amici, per sventare uno scippo su un bus di Walworth, nel sud di Londra. La reazione del rapinatore era stata di una brutalità impressionante, e lo aveva colpito con un coltello da cucina. Il suo intento, evidentemente, era quello di uccidere. Il 15enne, infatti, è arrivato in ospedale con la lama di 13 centimetri penetrata in profondità nel cranio. Si era fermata poco sopra l’occhio, ma non aveva leso parti vitali. I medici dissero che se i suoi amici avessero provato a estrarre l’arma, sarebbe morto all’istante.
CON UN PROIETTILE IN TESTA, SI PREPARA IL TE’ - Nel 2009 un uomo sparò alla moglie, Tammy Sexton, 47 anni, del Missisipi, alla testa. Poi, si tolse la vita. Giunto sul posto, lo sceriffo trovò la donna, in cucina, che si stava preparando il tè. «Quando sono arrivato la signora si teneva uno straccio in testa per tamponare la ferita. Era cosciente, anche se un po' confusa su quello che era appena accaduto. E si stava facendo un tè», raccontò lo sceriffo Mike Byrd. Trasportata in elicottero in ospedale, i medici capirono che era sopravvissuta perché il proiettile le era entrato dalla fronte e uscito dalla nuca senza colpire arterie o punti vitali.
9 ANNI CON LE FORBICI IN PANCIA – Risale al 2009 la storia di Anna Maria Giornello, romana, all’epoca 63enne. Nel 2000 i medici dell’ospedale Marino, del comune dei Castelli, alle porte di Roma sud le asportarono l’utero e le ovaie. E si dimenticarono all’interno della sua pancia le forbici chirurgiche. Solo dopo 9 anni, e infinti dolori e fastidi, le radiografie rivelarono la presenza dell’oggetto metallico che fu rimosso presso l’Umberto I di Roma
SOPRAVVIVE A 21 PROIETTILI  - Il record di sopravvivenza dopo esser stato colpito da dei proiettili spetta ad un 23 di New York: la polizia, nel 2010, ha sparato ad Angel Alvarez ben 21 volte. Era stato fermato dopo aver sparato ad una persona di Harlem e le forze dell’ordine si erano trovate a dover aprire il fuoco. Era stato colpito alla braccia, alle gambe, al torace e alla pancia. Ma in nessun punto vitale. Ora è ricoverato in ospedale, è conscio, parla, e si riprenderà.
VIVE 4 ANNI CON UN COLLTELLO IN TESTA -2011 Mer Li, 37enne di Yuxi, cittadina cinese, ha vissuto per 4 anni con coltello piantato in testa. E per 4 anni non se n’è accorto. Lo hanno scoperto i medici quando, recandosi in ospedale, i medici hanno scoperto che nel suo cranio albergava una lama di 10 centimetri. Non sapeva spiegarsi il perché facendo mente locale, si era ricordato che 4 anni prima, in una colluttazione con dei rapinatori, aveva avuto la peggio, ed era stato malmenato. Fu allora, probabilmente, che uno dei malviventi lo accoltellò. L’uomo è stato operato e la lama gli è stata estratta dalla testa.
IL PALETTO IN TESTA NELLA STRAGE DI OSLO - Anche nel corso del primo dei due attentati, ad opera di un folle di tendenze neonaziste, che hanno insanguinato Oslo si è verificato un caso del genere. Line Nersnaes, una donna di 50 anni, si trovava all’interno di un edificio colpito dall’autobomba, ma era sopravvissuta. L’esplosione aveva distrutto il telaio di legno di una finestra, e un frattempo di ampie dimensioni gli si era piantato nella testa, vicino alla tempia sinistra. La donna no si era accorta di niente. Semplicemente continuava ad accusare un forte mal di testa senza riuscire a spiegarsi il perchè.

Catherine Spaak cancellata da Facebook

Roma, 30 lug. (Adnkronos) - Facebook ha cancellato Catherine Spaak: La nota attrice, ex conduttrice di 'Harem', rubrica che riprone su dazebaonews.it, e che sta per pubblicare con la Mondadori il libro ''L'amore blu''. si dice "veramente senza parole" e spiega: "Avevo aperto qualche mese fa il profilo di Facebook attraverso il quale sono entrata in contatto con tantissime persone che mi hanno chiesto l'amicizia".
"Tuttavia - prosegue la Spaak - questo importante canale di comunicazione mi e' stato chiuso senza tra l'altro mi fossero date delle spiegazioni tali da giustificarne il provvedimento, arrecando un danno alla mia immagine personale".
"Mi sono accorta che esistono altri account aperti con il mio nome e provvedero' quanto prima a denunciare agli organi competenti questo uso improprio. Nel frattempo - conclude la Spaak - mi scuso con tutte quelle migliaia di persone che sono entrate in contatto con me su Facebook e che ora vedono la mia pagina scomparsa. Purtroppo non e' dipeso da me e spero presto che il servizio sia regolarmente ripristinato''.

NUDI IN CENTRO A MILANO: IDENTIFICATI CINQUE RAGAZZI


MILANO - Nudi in centro, come se nulla fosse. Cinque giovani, tre donne e due uomini, già al centro di episodi analoghi in passato e che fanno parte dell'area anarchica milanese, sono stati ieri sera identificati dalla polizia dopo essere stati 'beccati' senza veli in pieno centro, in piazza XXIV Maggio, zona della movida di Milano. 
All'arrivo della polizia i ragazzi si sono lamentati «per la mancanza di libertà di espressione e per lo scarso senso dell'umorismo delle forze dell'ordine». Uno di loro camminava nudo per la piazza mentre gli amici lo aspettavano, anche loro senza vestiti, a bordo di un'auto.

GIOCA 12 ORE CON LA XBOX: TROMBOSI LO UCCIDE


SHEFFIELD - Una trombosi venosa lo ha stroncato, dopo che aveva giocato per 12 ore alla XBox. E' accaduto ad un ventenne di Sheffield, Chris Staniforth, morto pochi giorni fa a causa dell'ostruzione di una vena. Il padre David ha raccontato al tabloid The Sun il suo dolore, ricordando la passione che Chris aveva per i videogames. "Come genitore credevo che fosse una passione innocua, non avrei mai immaginato che sarebbe successa una tragedia del genere - ha detto - ci sono bambini in tutto il mondo che usano questi videogames, la maggior parte di loro non ne conosce i rischi". 
Chris aveva avvertito, da qualche ora, un forte dolore al petto, ma non sapeva di cosa si trattasse: successivamente, è collassato ed ha smesso di respirare dopo pochi minuti. Inutile è stato l'intervento dei medici che cercavano di rianimarlo. Il medico legale che ha esaminato il caso ha imputato la morte ad una trombosi venosa profonda, secondo i genitori (e secondo il Sun) legata proprio alla sua abitudine di giocare troppo tempo con la XBox. 

sabato 23 luglio 2011

Mamma su Facebook mentre il figlio annegava: condannata Succede in Colorado. Per il tribunale dovrà scontare dieci anni di carcere


Corbis ImagesMorto il figlio di 13 mesi, lei, mamma del Colorado addolorata, nel settembre scorso è andata dai giudici e ha confessato: «È annegato nella vasca mentre io giocavo su Facebook». 

Oggi, quegli stessi giudici,
 l'hanno condannata per abuso di minore e per omicidio involontario: Shannon Johnson, 34 anni, dovrà scontare dieci anni di carcere. 
E poi viverne altri cinque in libertà vigilata.

Florida, teenager uccide i genitori e dà una festa Un ragazzo di 17 anni ha ucciso a martellate i genitori, li ha nascosti in casa e ha organizzato su Facebook una festa


Brutale omicidio in Florida. A St. Lucie un ragazzo di 17 anni ha ucciso a martellate i genitori, ne ha nascosto i cadaveri in casa e poi organizzato una festa. Secondo gli agenti, sabato scorso, all'ora di pranzo, Tyler ha creato su Facebook un evento, invitando tutti gli amici a una festa a casa sua prevista per la sera. Subito dopo, armato di martello, ha ammazzato i genitori, Blake e Mary-Jo. Ha poi trascinato i corpi dentro la camera da letto matrimoniale, coprendoli con «libri, asciugamani, qualsiasi cosa sia riuscito a trovare nella casa», come ha raccontato lo sceriffo. 
Alle 21, circa quaranta teenager si sono presentati alla festa. Non si sa se qualcuno di loro ha scoperto i cadaveri, però la polizia ha ricevuto una chiamata anonima intorno alle 4 di mattina. Presentatisi a casa Hadley, hanno trovato Tyler «nervoso». Il ragazzo continuava a ripetere che i genitori erano fuori città. Gli agenti hanno poi esaminato la casa e trovato i corpi, con l'arma del delitto tra loro. Tyler, arrestato, ha negato di avere ucciso i genitori, e non ha fatto nessuna ammissione. Resta un mistero il movente del duplice omicidio. Il ragazzo sarà processato come un adulto.

La "bambina dei mattoni" commuove il mondo

Islamabad, Pakistan. Una bambina si lava le mani con le poche gocce d'acqua che escono da tubi di gomma posti all'estremità di un camion. La foto di questa bambina ha fatto il giro del mondo, diventando il simbolo della carenza d'acqua in Pakistan, giunta a livelli insostenibili soprattutto nelle zone di confine. Lo sguardo dolcissimo della bambina ha colpito i giornalisti di mezzo mondo, e sembra che in Pakistan stiano cercando di risalire alla sua identità. La foto, diffusa dall'agenzia AP, è stata scattata da Muhammed Muheisen in una fabbrica di mattoni. Da qui il nome con il quale è stata identificata per ora la foto: "La bambina dei mattoni"
Islamabad, Pakistan. Una bambina si lava le mani con le poche gocce d'acqua che escono da tubi di gomma posti all'estremità di un camion. 

La foto di questa bambina ha fatto il giro del mondo, diventando il simbolo della carenza d'acqua in Pakistan. La mancanza di approvigionamenti è arrivata a livelli insostenibili soprattutto nelle zone di confine. 

La bambina ritratta in questa foto, scattata da Muhammed Muheisen, ha colpito i giornalisti di mezzo mondo per il suo sguardo dolcissimo, in netto contrasto con l'ambiente difficile in cui vive.
Sembra che in Pakistan stiano cercando di risalire alla sua identità. La foto è stata scattata in una fabbrica di mattoni, da qui il nome con il quale è stata identificata per ora l'immagine: "La bambina dei mattoni".